| Phoenix verso la fine |
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| Martedì 14 Ottobre 2008 21:35 | ||
I giorni a disposizione del lander della Nasa Phoenix sono contati visto che il sole su Marte inizia a tramontare per lasciare spazio al rigido inverno marziano. Dopo quasi cinque mesi sulla piana artica del pianeta rosso, il lander perderà la sua fonte di energia e cadrà presumibilmente in un "coma" meccanico dal quale potrebbe non risvegliarsi più. La missione di Phoenix è stata quella di scavare dei campioni di suolo marziano e analizzarli alla ricerca di segni della potenziale abitabilità del pianeta. L'atterraggio è avvenuto il 25 Maggio (tarda primavera su Marte) nell'emisfero nord del pianeta. La durata della missione era inizialmente prevista di 3 mesi, ma è stata estesa due volte; prima fino alla fine di Settembre e recentemente fino alla fine di Dicembre.
Maltempo o no non è ancora chiaro quanto Phoenix riuscirà a resistere e dipende da come reagirà al costante abbassamento dell'energia a disposizione e alle dure condizioni climatiche dell'inverno marziano. "Siamo alla mercè di Marte" dice Barry Goldstein, project manager della missione al Nasa Propulsion Laboratory di Pasadena (JPL). Arriva l'inverno Come l'inverno arriva sull'artico marziano due cose importanti succederanno: il sole scenderà sotto l'orizzonte e "farà freddo", dice Peter Taylor membro del team meteorologico dell'università York di Toronto. Certo su Marte non è mai caldo come sulla Terra, ma l'estate sul circolo polare marziano è decisamente più calda rispetto all'inverno. La temperatura delle ore centrali del giorno del sito di atterraggio di Phoenix raggiungono circa i -20 gradi centigradi in estate. Di notte le temperature scendono fino ai -80 gradi. Attualmente le temperature diurne hanno iniziato a scendere fino a -30 gradi, con temperature notturne che arrivano all'incirca a -90. A metà Novembre è previsto che le temperature notturne si attestino sui -120 gradi centigradi. La ragione, naturalmente, è che il sole stà tramontando. Il sole è costantemente sopra l'orizzonte durante l'estate artica, esattamente come sulla Terra. Arriva l'autunno e inizia a scendere sempre più verso l'orizzonte fino all'arrivo dell'inverno quando scompare dietro l'orizzonte per non apparire fino alla primavera. Il sole ha già iniziato a scendere sotto l'orizzonte durante parte della giornata sul sito di atterraggio di Phoenix, dice Goldstein. Il sito di atterraggio di Phoenix è a una latitudine simile al nord dell'Alaska sulla Terra. L'energia è in declino La combinazione delle temperature sempre più fredde e il tramonto del sole diminuiranno l'energia a disposizione di Phoenix per le sue operazioni scientifiche. Durante l'estate le "vele" di pannelli solari di Phoenix vengono abbondantemente colpite dai raggi del sole (unica fonte energetica sul pianeta). Quando il sole va giù, quindi, va giù anche l'energia. "Il sole stà andando giù quindi ci sarà sempre meno energia a ricaricare le batterie coi pannelli solari e questo è il più grosso problema" dice Taylor. Nello specifico, l'orientamento dei pannelli solari limità la quantità di luce che può essere assorbita secondo la posizione assunta dal sole nel cielo. "Il problema è che i pannelli solari sono orrizontali e non possiamo inclinarli quindi più il sole si abbassa sull'orizzonte meno energia viene generata" spiega Taylor. "All'inizio della missione" dice Goldstein "i pannelli solari di Phoenix generavano circa 3300 watt/h per sol, o giorno Marziano (circa 24 ore e 39 minuti), l'energia necessaria ad accendere una lampadina da 60W per 55 ore" Il 13 Settembre, o 109esimo sol dall'atterraggio, la generazione di energia era già scesa fino a 2400 watt/h per sol. "E stiamo costantemente scendendo" dice Goldstein. |